Caccia al direttore artistico per il Festival 2020: Conti, Bocelli, Renis, Torpedine: in alternativa?

di Illy Masper

SANREMO. Il nome del bravo Amadeus quale conduttore del Festival targato 70 lo abbiamo dato per certo già tre mesi fa, così come quello di Carlo Conti come direttore artistico. Sulla rinuncia del sempre abbronzato Carletto, non ci facciamo ancora granché conto perché pare che potrebbe rinunciare, ma non è ancora detta l’ultima parola. La questione della scelta è attualissima perché la Rai vorrebbe puntare su un nome altisonante e molto internazionale quale, ad esempio, il tenore Andrea Bocelli, ma anche su uno di questi due, marpioni del mondo della musica italiana, come Tony Renis e Michele Torpedine, da anni storici nemici per la pelle. Sulla presenza di Bocelli giocherebbe assolutamente il fatto sia del grande prestigio personale, sia la credibilità che ha nel mondo musicale e non solo; quanto poi a dedicarsi a questo eventuale compito, lo vediamo improbabile soprattutto sul piano pratico, tecnico ed organizzativo. I suoi impegni professionali, oltretutto, sono talmente tanti che se dovesse rinunciare a molti di questi sarebbe costretto a chiedere alla Rai uno sforzo economico piuttosto elevato. E forse la tivvù di Stato non se lo potrebbe permettere, pur essendo la prossima un’edizione molto importante e impegnativa. Diverso sarebbe puntare sugli altri due nomi, comunque di grandi esperienze, sia artistiche che in particolare imprenditoriali: per Renis sarebbe la seconda volta al Festival di Sanremo, per Torpedine la prima sul palco dell’Ariston. Tony Renis ha tutte le capacità artistiche necessarie, le conoscenze americane, la grande esperienza, ma innanzitutto ha il “cuore” musicale; con lui ritornerebbe la Melodia ormai dimenticata e questa 70a edizione potrebbe essere la svolta per passare dal “Rep” alla Musica, quella vera. Per Michele Torpedine è ancora diverso: lui è innanzitutto un Big manager con provata esperienza anche internazionale, è un ex musicista, ed ha dalla sua la capacità intuitiva verso il mondo dei giovani; discorso, questo, che alla città di Sanremo potrebbe far molto comodo. Tre nomi i quali, tra l’altro, non potrebbero nemmeno coesistere, e questo per motivi strettamente personali di ognuno di loro. Tuttavia la decisione finale è ancora lontana e, a questo punto, se si vuole invece accelerare sui tempi, quella più realistica a tutt’oggi ci sembra ancora quella del buon Conti. D’altronde la sua duplice esperienza sanremese è andata piuttosto bene, meglio di altri, quindi… Ma c’è un’alternativa a tutti questi bei nomi? Certo: che la Rai tiri fuori dal suo cilindro un nome talmente importante e soprattutto decisamente spendibile da metterci tutti sull’attenti, i maggiormentre  critici compresi. La scelta comunque sarà destinata ad essere anche politica e allora conviene attendere i risultati delle elezioni europee e quelle amministrative di casa nostra del prossimo 26 maggio. Poi si vedrà chi la spunterà (nella foto Tony Renis).

 

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