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From the Principality to the newest circuits in Miami and Las Vegas, Formula 1 has become one of the world’s most coveted marketing platforms for luxury brands. And the Monaco Grand Prix remains the ultimate symbol of an economic model that extends far beyond race day.
More than a month after the Monaco Grand Prix, the roar of the engines has faded, leaving room for another conversation: the economic value of Formula 1. While the race itself lasts little more than ninety minutes, the business surrounding it continues long after the chequered flag has fallen.
Over the past decade, Formula 1 has undergone a remarkable transformation. Once regarded primarily as a championship for motorsport enthusiasts, it has evolved into a global platform attracting investors, luxury groups, collectors, entrepreneurs and a new generation of fans. This evolution has reshaped not only the way Grand Prix weekends are experienced, but also their economic significance.
The numbers tell the story. In 2025, Formula 1 reported record revenues of $3.87 billion, up 14% from the previous year. The sport’s main revenue streams remain broadcasting rights, race promotion fees and commercial sponsorships, but hospitality, licensing and premium experiences now account for an increasingly significant share of total income.
This financial growth has been matched by an expanding global audience. Today, Formula 1 boasts around 750 million fans worldwide—an international, increasingly young audience with strong purchasing power, making it especially attractive to luxury brands. The success of Netflix’s Drive to Survive, combined with a highly effective digital strategy, has helped transform Formula 1 into a cultural phenomenon as much as a sporting one.
Perhaps the clearest sign of this evolution came in 2025, when LVMH became Formula 1’s Global Partner through a landmark ten-year agreement. The partnership brings together some of the group’s most iconic maisons: Louis Vuitton designs the now-famous Trophy Trunks, TAG Heuer has returned as the sport’s Official Timekeeper, and Moët & Chandon once again celebrates winners on the podium.
Industry analysts estimate the agreement to be worth around $150 million annually, representing a total investment of approximately $1.5 billion over the next decade. More than a sponsorship deal, it reinforces Formula 1’s status as one of the world’s most effective communication platforms for reaching affluent international consumers.
This partnership is about far more than visibility. Formula 1 and the luxury industry share the same core values: innovation, craftsmanship, technological excellence and exclusivity. It is a natural alliance built on a common language.
Among the 24 races that now make up the Formula 1 calendar—from Miami to Singapore and Las Vegas—Monaco continues to occupy a unique position.
Despite ongoing criticism that its narrow streets leave little room for overtaking, the Principality retains unrivalled commercial value. The Financial Times has described Monaco as Formula 1’s true “business race”: the place where CEOs, investors, sponsors and entrepreneurs gather to build relationships that often extend far beyond motorsport.
Throughout Grand Prix weekend, Monaco becomes an international drawing room. Hotels reach full occupancy, Port Hercule fills with superyachts and an endless calendar of private events unfolds across panoramic terraces, beach clubs and luxury hotels.
For many companies, hospitality has become a far more powerful business development tool than any traditional advertising campaign. The true value of the Monaco Grand Prix cannot be measured solely by ticket sales. Hotels, fine dining, private transportation, yacht charters, luxury retail and exclusive events generate an economic ecosystem that supports hundreds of local businesses while reinforcing Monaco’s position as one of the world’s leading luxury destinations.
Since Liberty Media acquired Formula 1, the championship has reinvented itself. The goal is no longer simply to organise a racing series, but to create an ecosystem capable of generating value throughout the year.
This strategy is reflected in the sport’s revenue mix. Alongside traditional income from broadcasters and race promoters, premium experiences—including VIP hospitality, licensing, merchandising and the prestigious Formula One Paddock Club—have become essential pillars of Formula 1’s business model, transforming every Grand Prix into an exclusive entertainment platform.
Many sporting events are attempting to replicate this model, yet Formula 1 remains uniquely positioned thanks to its ability to combine cutting-edge technology, elite competition, entertainment and luxury lifestyle.
The 2025 Monaco Grand Prix once again confirmed a trend that is now impossible to ignore: luxury is no longer merely an accessory to Formula 1—it has become a structural component of its economic success.
The cars remain the pinnacle of automotive engineering, but beyond the circuit lies a sophisticated ecosystem where fashion, haute horlogerie, hospitality, finance and real estate converge. It is this unique combination that has turned Formula 1 into one of the most influential business platforms on the international stage.
The race may end with the chequered flag. The economy surrounding it, however, never stops racing.

IT.
Dal Principato ai nuovi circuiti di Miami e Las Vegas, la Formula 1 è diventata una delle piattaforme di marketing più ambite dai brand del lusso. E il Gran Premio di Monaco resta il simbolo di un modello economico che va ben oltre la gara.
A oltre un mese dal Gran Premio di Monaco, il rombo dei motori ha lasciato spazio a un’altra riflessione: quella sul valore economico della Formula 1. Perché se in pista la competizione si conclude in poco più di novanta minuti, il business continua a correre ben oltre la bandiera a scacchi.
Negli ultimi anni la Formula 1 ha vissuto una trasformazione radicale. Da campionato automobilistico seguito principalmente dagli appassionati di motori è diventata una piattaforma globale capace di attrarre investitori, gruppi del lusso, collezionisti, imprenditori e una nuova generazione di spettatori. Un’evoluzione che ha cambiato il modo di vivere un Gran Premio e, soprattutto, il suo peso economico.
I numeri raccontano bene questa crescita. Nel 2025 Formula 1 ha registrato ricavi record per 3,87 miliardi di dollari, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Le principali fonti di guadagno restano i diritti televisivi, i canoni versati dai promotori dei Gran Premi e le sponsorizzazioni, ma cresce anche il contributo di hospitality, licensing e servizi premium, che rappresentano ormai una quota significativa del fatturato complessivo.
La crescita economica è accompagnata da un pubblico sempre più ampio. Oggi la Formula 1 conta circa 750 milioni di appassionati nel mondo: una platea internazionale, giovane e con un elevato potere d’acquisto, particolarmente interessante per i marchi del lusso. Il successo della serie Drive to Survive e una strategia digitale molto efficace hanno contribuito a trasformare il Circus in un fenomeno culturale, oltre che sportivo.
Il segnale più evidente di questa evoluzione è arrivato nel 2025 con l’ingresso di LVMH come Global Partner della Formula 1 attraverso un accordo decennale. La partnership coinvolge alcune delle maison più iconiche del gruppo: Louis Vuitton realizza i celebri bauli che custodiscono i trofei, TAG Heuer è tornata nel ruolo di cronometrista ufficiale e Moët & Chandon ha ripreso il proprio posto sul podio delle celebrazioni.
Secondo diverse stime di mercato, il valore dell’accordo sarebbe intorno ai 150 milioni di dollari l’anno, per un investimento complessivo che potrebbe raggiungere 1,5 miliardi di dollari nell’arco dei dieci anni. Più che una semplice sponsorizzazione, è un’operazione che conferma come la Formula 1 sia oggi considerata una delle piattaforme di comunicazione più efficaci per dialogare con una clientela globale ad alta capacità di spesa.
Non si tratta solo di visibilità. Le maison condividono con la Formula 1 valori come innovazione, eccellenza artigianale, ricerca tecnologica ed esclusività. È un linguaggio comune che rende naturale questa alleanza.
In un calendario che oggi comprende 24 Gran Premi, da Miami a Singapore fino a Las Vegas, Monaco continua a occupare un posto speciale.
Nonostante le critiche di chi considera il circuito poco spettacolare rispetto agli standard moderni, il Principato conserva un valore commerciale unico. Il Financial Times lo ha definito la vera “business race” della Formula 1: il luogo dove dirigenti d’azienda, investitori, sponsor e imprenditori continuano a incontrarsi per costruire relazioni che spesso vanno oltre il motorsport.
Durante il weekend del Gran Premio, il Principato si trasforma in un grande salotto internazionale. Gli hotel registrano il tutto esaurito, gli yacht riempiono Port Hercule e gli eventi privati si susseguono tra terrazze panoramiche, beach club e hotel di lusso.
Per molte aziende, l’hospitality rappresenta ormai uno strumento di relazione più efficace di una tradizionale campagna pubblicitaria. Il vero valore del Gran Premio, infatti, non si misura soltanto nei biglietti venduti. Alberghi, ristorazione, trasporti privati, charter di yacht, retail di alta gamma e organizzazione di eventi contribuiscono a creare un indotto che coinvolge centinaia di imprese locali.
Sotto la gestione di Liberty Media, la Formula 1 ha cambiato pelle. L’obiettivo non è più soltanto organizzare un campionato, ma costruire un ecosistema capace di generare valore durante tutto l’anno.
Lo dimostra anche la composizione dei ricavi. Accanto alle tradizionali entrate derivanti da televisioni e promotori, cresce il peso delle attività collaterali: esperienze VIP, licensing, merchandising e Formula One Paddock Club, che trasformano ogni Gran Premio in un evento di intrattenimento esclusivo.
È un modello che altre competizioni sportive stanno cercando di replicare, ma che la Formula 1 continua a interpretare con una forza particolare grazie alla sua capacità di unire tecnologia, spettacolo e lifestyle.
Il Gran Premio di Monaco 2025 ha confermato una tendenza ormai evidente: oggi il lusso non è più un semplice contorno della Formula 1, ma una componente strutturale del suo modello economico.
Le monoposto continuano a rappresentare il massimo dell’ingegneria automobilistica, ma intorno alla pista si è sviluppato un ecosistema che coinvolge moda, alta orologeria, ospitalità, finanza e real estate. È questa capacità di mettere in relazione mondi diversi a rendere la Formula 1 una delle piattaforme di business più influenti del panorama internazionale.
La gara termina con la bandiera a scacchi. L’economia che le ruota attorno, invece, continua a correre.