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New Game: Monaco Takes The Presidency

Ft.© Manuel Vitali/Direc.Com.

by Daria Saviano

EN.
A new game is opening on the European diplomatic stage for the Principality of Monaco, which today, May 15, 2026, officially assumes the Presidency of the Committee of Ministers of the Council of Europe.

A significant challenge for a microstate that, over the next six months, will focus its efforts on some of the most relevant issues on the European agenda: human rights, democracy, and the rule of law.

The Presidency’s program reflects this approach and is structured around a series of key priorities: from combating violence against women to protecting children and young people, from supporting the system of the European Court of Human Rights to promoting sport as a tool for development and well-being, all the way to fighting organized crime.

Goals that confirm the central role of social and institutional challenges within the contemporary European landscape.

For Monaco, which will assume this role for the first time, it will be a true “new game” played on a top-level international stage.

It now remains to be seen whether the Principality will emerge victorious from this diplomatic roulette following the mandate of the Republic of Moldova, or whether it will sadly hand over the baton to the next nation in November, proving that it ventured into diplomatic realities far broader than its geographical dimensions.

Especially since it cannot be ruled out that the mandate has begun during a period of internal tensions linked to the reform of anti-money laundering legislation: a proposal put forward by members of the opposition aimed at modifying the liability regime of compliance officers, introducing administrative sanctions in cases of unintentional errors instead of the criminal penalties currently предусмотрены.

This proposal, which has encountered strong opposition from the majority, could potentially weaken the supervisory system at a crucial moment for the Principality’s international reputation.

As of today, whether the mandate will prove successful or unsuccessful remains to be seen, but if one were to speak in Monaco’s favor, it could be said that the smallest Principality in Europe continues to demonstrate that it is not merely synonymous with casinos, glamour, and gaming, but also an increasingly active player in the European debate, as underlined by Ambassador Gabriel Revel.

IT.
Una nuova partita si apre sul tavolo diplomatico europeo per il Principato di Monaco, che oggi, 15 maggio 2026, assume ufficialmente la presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.

Una sfida significativa per un microstato che, per i prossimi sei mesi, concentrerà le proprie energie su alcuni dei temi più rilevanti dell’agenda europea: diritti umani, democrazia e Stato di diritto.

Il programma della Presidenza riflette questa impostazione e si articola in una serie di priorità chiave: dalla lotta contro la violenza sulle donne alla protezione dei bambini e dei giovani, dal sostegno al sistema della Corte europea dei diritti dell’uomo alla promozione dello sport come strumento di sviluppo e benessere, fino al contrasto alla criminalità organizzata.

Obiettivi che confermano la centralità delle sfide sociali e istituzionali nello scenario europeo contemporaneo.

Per Monaco, che assumerà per la prima volta questo ruolo, sarà una vera e propria “nuova partita” giocata su un piano internazionale di primo livello.

Resta ora da vedere se il Principato uscirà vincente da questa roulette diplomatica dopo il mandato della Repubblica di Moldova o cederà tristemente il testimone alla prossima Nazione a novembre, dimostrando di essersi addentrato in realtà diplomatiche ben più ampie rispetto alla propria dimensione geografica.

Anche perché non è da escludere che il mandato abbia avuto inizio in un momento di tensioni interne legate alla riforma della normativa antiriciclaggio: una proposta avanzata da esponenti dell’opposizione che mira a modificare il regime di responsabilità dei compliance officers, prevedendo sanzioni amministrative nei casi di errori non intenzionali, al posto di quelle penali attualmente previste.

Questa proposta, che ha incontrato una forte opposizione da parte della maggioranza, potrebbe determinare un possibile indebolimento del sistema di vigilanza proprio in un momento cruciale per la reputazione internazionale del Principato.

Ad oggi, se il mandato avrà esito positivo o negativo, è ancora da vedere, ma se dovessimo spezzare una lancia a suo favore diremmo che il più piccolo Principato d’Europa continua a dimostrare di non essere soltanto sinonimo di casinò, gioco e glamour, ma anche attore sempre più presente nel dibattito europeo, come sottolineato dall’ambasciatore Gabriel Revel.

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